PAISSAN. Al Ministro dell'interno, al
Ministro della giustizia, al Ministro della
difesa. Per sapere premesso che:
Mario Ciancarella, gia` ufficiale dell'
Aeronautica militare, il giorno 8 luglio
2000 e` stato arrestato mentre si trovava in
un luogo pubblico in compagnia della figlia
minorenne e condotto presso il carcere
Don Bosco di Pisa per ordine del giudice
per le indagini preliminari che ha accolto
la richiesta della procura della Repubblica
di Pisa;
il reato imputato al Ciancarella e` di
calunnia nei confronti di militari della
caserma Gamerra di Pisa per il presunto
comportamento illecito che avrebbero tenuto
in occasione della morte del giovane
paracadutista di leva Emanuele Scieri scoperta
il giorno 16 agosto 1999;
la custodia cautelare e` stata richiesta
ed accolta per evitare, secondo le motivazioni
del provvedimento, il reiterarsi di
comportamenti (presuntamente) diffamatori
a mezzo stampa nei confronti dei
graduati di cui sopra e che proprio questa
previsione comporterebbe la pericolosita`
accentuatissima manifestata dall'indagato
;
il Ciancarella era stato ascoltato per
sommarie informazioni dalla procura di
Pisa nel 28 febbraio 2000 e analoghe dichiarazioni
il Ciancarella ha rilasciato a
piu` riprese alla stampa locale, riprese poi
da alcuni media diffusi a livello nazionale
(in particolare, in data 9 marzo 2000,
intervista a Rainews 24) e nella stessa
circostanza il Ciancarella aveva dichiarato
al magistrato che non poteva provare
quanto di lì` a poco avrebbe riferito, motivo
per cui non si era spontaneamente presentato
agli organi inquirenti;
il Ciancarella, come riferisce la difesa,
non ha mai fatto i nomi dei militari che
presuntivamente potrebbero avere avuto
un ruolo nei momenti successivi alla morte
dello Scieri, nomi che sono invece stati
individuati dalla stessa procura, e non da
altri, in seguito ad indagini che solo essa
poteva disporre e comunque posteriormente
alle dichiarazioni suddette;
da quel periodo sono trascorsi circa 4
mesi e l'ultima informativa che viene citata
nel provvedimento e` del 29 aprile 2000,
senza che vi sia stata ulteriore reiterazione
da parte del Ciancarella del (presunto)
comportamento diffamatorio e inoltre
stante la presunta urgenza del provvedimento,
dalla data dell'ordinanza di arresto
(27 giugno 2000, depositata per uso esecuzione
il giorno successivo) al momento
dell'esecuzione, sebbene il Ciancarella non
si fosse mai allontanato dalla sua abituale
dimora, sono trascorsi ben 11 giorni;
l'arresto ha destato scalpore e indignazione
in vasti ambienti della pubblica
opinione sia a Pisa che in altre parti di
Italia, portando fra l'altro a raccolte di
firme e altre manifestazioni in solidarieta`
dell'arrestato, fra le quali si possono citare
l'appello promosso dall'associazione Dare
voce al silenzio degli innocenti e firmato
da centinaia di persone, la lettera di protesta
dell'Angesol (ass. naz. genitori dei
soldati in servizio obbligatorio di leva), il
comunicato stampa del comitato Giustizia
per Lele :
quante volte sia accaduto nella storia
della Repubblica che un cittadino incensurato
sia stato arrestato e incarcerato per
il reato previsto dall'articolo 368 cp (contestato
al Ciancarella) e quali pene siano
state comminate da sentenze passate in
giudicato relative allo stesso reato;
se non ritenga opportuno il Ministro
della giustizia avviare una riflessione diretta
ad individuare gli strumenti per definire
con maggior nettezza i confini entro
cui la magistratura puo` disporre delle misure
cautelari in ordine a reati come la
calunnia e la diffamazione;
se non si ritenga esente da pecche o
critiche (se non altro per la mancata tempestivita`
) la condotta dei magistrati e degli
organi di polizia giudiziaria del tribunale
di Pisa, vista l'urgenza su cui si fonda
l'ordinanza, essendo trascorsi dall'antefatto
circa 4 mesi dalle prime circostanziate
dichiarazioni del Ciancarella in ordine
alla ricostruzione della dinamica della
morte di Emanuele Scieri, come illustrato
in premessa;
se non si ritenga di prendere opportuni
provvedimenti al fine di fornire piu`
precise e incontrovertibili indicazioni a chi
(come ad esempio l'associazione Angesol
che si impegna a far emergere i casi di
nonnismo nelle caserme) si trova nella
posizione di raccogliere informazioni sia
all'interno delle caserme che in altri ambienti
della vita pubblica al solo scopo di
portare alla luce comportamenti e prassi
non in linea con le normative vigenti;
se il Ciancarella sia stata persona,
anche in periodi precedenti al fatto sopra
descritto, sottoposta a sorveglianza da
parte di organi inquirenti e dei servizi,
visto che nel provvedimento si fa menzione
generica di informative aventi ad oggetto
l'attivita` del Ciancarella oltre le sue
dichiarazioni riprese dalla stampa;
quale la valutazione dei Ministri interrogati
sul fatto che pur essendo gli
inquirenti e gli organi di Pg a conoscenza
del domicilio abituale e del luogo di lavoro
del Ciancarella, l'arresto sia avvenuto con
10 giorni di ritardo rispetto all'ordine di
arresto in un luogo pubblico e mentre si
trovava in compagnia della figlia minorenne,
configurandosi questa tipologia di
arresto, oltre che tardiva seguendo la
stessa logica del provvedimento in questione,
come una ingiustificata, aggiuntiva
punizione;
se non reputino grave il fatto che un
giovane militare di leva venga trovato
morto in una caserma dopo tre giorni di
agonia e che ad un anno di distanza dal
fatto non si sappia nulla in merito ai
responsabili di tale omicidio, anzi, che le
uniche responsabilita` accertate e punite
siano quelle di chi ha cercato di fornire
elementi utili all'individuazione dei responsabili
dell'odioso delitto. (4-30873)