Beh, se poi non allego nulla mi tocca reinviare. Scusate, Mario ---- Messaggio originale---- Da: m.ciancarella@virgilio.it Data: 1-set-2007 7.37 PM A: <g.sensi80@virgilio.it> Cc: <leana.quilici@virgilio.it>, <laurapicchi56@hotmail.com>, <ciacci@lillinet.org>, <marcheschimatteo@gmail.com>, <vannuzzimarco@virgilio.it> Ogg: da Mario Estendo a tutti, per conoscenza, la bozza di intervento che mi e' stato sollecitato per una eventuale pubblicazione sul prossimo (ed ultimo, purtroppo) numero di Diario. Il buon Giulio ha il compito di dare i tagli necessari (circa 2/3) per rientrare nel massimo delle 2000 battute che mi erano state chieste da Luca Martinelli. Nel frattempo e' arrivata la copia della delibera di Seravezza. Io direi di fare capo a Leana, se lei e' d'accordo, per la consegna delle copie di ciascuna delibera ricevuta, al fine di poter costruire un dossier delle stesse da presentare alla stampa. Giovedi' abbiamo forse dimenticato di pensare e predisporre una conferenza stampa (o due, di cui una appena avremo le idee chiare e la seconda nella imminenza dell'iniziativa) di presentazione della iniziativa. Lunedi' spero di inviare la bozza di schema per l'incontro e le note che mi competevano. Mario

CASO  SCIERI:  CERCARE  ANCORA

 

 

Si terra’ nell’ultimo sabato di Ottobre, a Viareggio, una iniziativa pubblica sulla vicenda di Emanuele Scieri, il giovane para’ morto il 13 Agosto 1999 all’interno della Caserma Gamerra di Pisa, ma il cui cadavere fu rinvenuto solo alle 13.00 del 16 Agosto successivo.

 

L’iniziativa, promossa dal Comitato Sandro Marcucci, una espressione di ex militari attivi nel Movimento Democratico che animo’ le Forze Armate negli anni ’70 e ’80, ha trovato la attiva collaborazione e condivisione dell’Osservatorio per la Pace del Comune di Capannori e la crescente attenzione di alcuni consiglieri delle amministrazioni locali del territorio che stanno promovendo una significativa catena di mozioni ed ordini del giorno finalizzati a segnalare l’importanza della riapertura delle indagini politiche e giudiziarie sulla scellerata vicenda dell’omicidio rimasto impunito del giovane siracusano.

 

I promotori dell’iniziativa confidano di poter avere la presenza dei genitori di Emanuele, e di poter ottenere significative presenze istituzionali e politiche.

 

Ma perche’ cercare ancora responsabilita’ e conseguenti incriminazioni per una vicenda su cui tanto la Procura Ordinaria che quella Militare, competenti per territorio, hanno chiuso con una sepolcrale affermazione di incapacita’ ad individuare i responsabili dell’omicidio?

 

Bene, in questo disgraziato Paese molte storie di feroci violenze consumatesi impunemente (dalle stragi di Cittadini ad opera di organizzazioni criminali senza volto ne’ nome degli ultimi sessant’anni, agli omicidi eccellenti di amministratori, magistrati, politici e uomini delle forze dell’ordine uccisi da silenti ed ignote mani criminali e criminose al servizio del turpe intreccio tra Mafia, Affari, Politica ed espressioni della cosiddetta Massoneria deviata) hanno il “privilegio” di mostrare comuni fili e percorsi su cui i crimini sono stati intessuti prima e consumati poi. Queste costanti possono essere tutte rintracciate, e con spudorata evidenza, anche nella vicenda Scieri.

 

Ma c’e’ qualcosa in piu’, per Emanuele Scieri: i rappresentanti locali delle funzioni giurisdizionali (il Procuratore Capo dott. Iannelli ed il suo sostituto dott. Giambartolomei con il GIP che ne ha assecondato le richieste di archiviazione, per la Procura di Pisa, ed il Capo della Procura Militare con il suo sostituto ed il GIP Militare che ha convalidato la loro richiesta di archviazione), le forze politiche, ed anche la pubblica opinione sono sembrati quasi ipnotizzati ed affabulati dall’alea di nobilta’ di un Reparto Speciale come la Folgore, tanto da trascurare l’analisi e l’approfondimento di particolari di una dirompente evidenza criminosa.

 

Si da’ atto, ad esempio, che alcuni commilitoni di Emanuele abbiano verbalizzato di aver saputo della morte del loro collega prima del rinvenimento del cadavere. Ci si sarebbe aspettati che gli inquirenti avessero cercato di capire le circostanze in cui tali rivelazioni sarebbero pervenute agli interrogati, e da chi, per poter risalire, anche faticosamente, la corrente della “conoscenza della morte di Emanuele preventivamente alla scoperta del cadavere”. Niente di tutto questo. Gli inquirenti concludono che tali dichiarazioni sono da attribuirsi “con tutta evidenza” (perche’? in base a quali valutazioni?, non e’ purtroppo detto) ad erronei ricordi dei deponenti.

 

Si da’ atto, ancora, che dalle indagini sia emerso come alcuni para’, dichiarati assenti dalle liste formali presentate dal Comando, risultassero in realta’ presenti, e viceversa.

 

Ci si sarebbe aspettati una pressante ed ineludibile pretesa delle Procure di sapere come, perche’ e da chi fossero state alterate le liste delle presenza fornite alla Magistratura. Niente di tutto questo. Il Magistrato desume dalla circostanza solo la determinazione di affidare alla Polizia Giudiziaria gli interrogatori di oltre 700 paracadutisti (quando la sera del 13 Agosto in Caserma non erano presenti piu’ di 150 uomini), con il risultato di alzare un micidiale polverone di insabbiamento, al punto che molti degli interrogati risulteranno addirittura congedati prima dell’evento su cui si sarebbe dovuto indagare.

 

Si da’ atto ancora di una telefonata partita da un cellulare in dotazione al Comando della Caserma Gamerra verso la abitazione del Generale Celentano il 13 Agosto alle 23.45, ma si prende per buona la semplice affermazione del generale (o chi per lui) che quel telefono fosse stato assegnato alla disponibilita’ dello stesso generale che dunque quella sera avrebbe chiamato la propria moglie per avvertirla di un qualcosa.

 

Certo, se solo si fosse voluto, si sarebbe potuto chiedersi e chiedere come mai una strumentazione in dotazione alla Caserma pisana fosse stata assegnata alla disponibilita’ del Generale Comandante del Reparto che ha sede a Livorno. Si sarebbe forse potuto pretendere la consegna dei registri in cui ovviamente e necessariamente sono annotate e registrate le attribuzioni e le riconsegne di simili apparati di telefonia, con i relativi dati di traffico. Ma deve essere sembrato irrispettoso mettere in dubbio la parola dei funzionari responsabili di un simile Reparto d’elite.

 

E non basta perche’ a fronte della curiosita’ avanzata dagli inquirenti su una ispezione notturna svolta nella notte tra il 14 ed il 15 Agosto presso la Caserma Gamerra di Pisa dal Generale Comandante Celentano, ci si accontenta della dichiarazione del Generale Bertolini – subentrato in comando al Generale Cirneco presso la Caserma Gamerra – ove si dice con sfrontata spudoratezza “…circa l’ispezione…. ho potuto appurare che essa rientrava in una serie di ispezioni svolte nella stessa notte in tutte le caserme della Toscana”. Quasi che un Comandante possa e debba accontentarsi di “poter appurare”, senza offrire alcuno straccio di riscontro documentale, e non debba invece pretendere ed esibire la serie di obbligatori rapporti ispettivi (previsti dai regolamenti per simili occasioni) redatti a cura degli esecutori e dei riceventi l’ispezione. E soprattutto senza specificare da chi fossero state svolte quelle ispezioni, se dal solo generale Comandante o anche da parte di altri suoi collaboratori sottoposti. Questo avrebbe permesso agli inquirenti di valutare l’opportunita’ di cercare poi i riscontri oggettivi alle eventuali asserzioni in risposta, come ad esempio i dati delle macchine utilizzate, i rispettivi ruolini di marcia e rifornimento, i fogli di viaggio relativi agli autisti impiegati.

 

Ma tutto questo avrebbe evidentemente offeso, nell’immaginario degli inquirenti, i Comandanti del prestigioso Reparto che si sarebbero sentiti sospettati ed indiziati di qualche diretta responsabilita’, ed allora i tutori della legalita’ – quella che dovrebbe essere senza privilegi e senza distinzioni - devono essersi detti che necessitava ritirarsi in buon ordine e prendere per oro colato tutto quello che venisse dichiarato dai Comandanti del Reparto. Cosi’ da non chiedere neppure conto al Generale Cirneco delle dichiarazioni rilasciate alla stampa circa le modalita’ di contatto con le famiglie dei “rientranti mancanti”, che in realta’ avrebbero stravolto ogni previsione regolamentare sullo specifico argomento e sugli obblighi dei Comandanti di Reparto di segnalare ogni propria disposizione in deroga alle normative dettate dal Centro.

 

Ebbene durante l’iniziativa di Ottobre cercheremo di chiederci insieme che cosa ne sarebbe stato allora dei fatti alla Scuola Diaz di Genova, se come e’ invece avvenuto per Emanuele Scieri, si fossero dovute prendere per oro colato e come incontrovertibili le dichiarazioni (rivelatesi poi false e costruite surretiziamente) dei funzionari dell’Ordine Pubblico relativamente alla presenza di molotov nella scuola ed alle presunte violenze all’arma bianca che sarebbero state subite dagli agenti prima della micidiale incursione. Cercheremo di chiederci che cosa ne sarebbe stato della fine scellerata riservata a Federico Aldovrandi se si fossero dovute prendere per buone ed incontrovertibili le sole dichiarazioni (risultate poi false) redatte dagli agenti omicidi. Cercheremo di chiederci come mai, in ogni circostanza sciagurata – come fu per Ustica – sia normale e lecito che le liste di presenza risultino alterate ed il massimo Comandante delle F.A., il Capo di Stato Maggiore della Difesa, possa giustificarle davanti al Parlamento come azioni poste in essere da qualche turnista per  farsi sostituire, all’insaputa di tutti, da qualche collega (comunque omertoso) al fine di compiere qualche “marachella da mantenere nascosta alle proprie consorti”.

 

E cercheremo di affermare che la dignita’ dello Stato democratico non puo’ essere tutelata e difesa – in nome della presuntiva onorabilita’ delle istituzioni e degli apparati - offrendo impunita’ ai quei funzionari che si siano macchiati di atti turpi e di violenze assecondate, se non ordite e organizzate direttamente. La dignita’ dello Stato Democratico si difende soprattutto con la affermazione concreta del rispetto della Persona Umana, e dunque di quel principio con cui l’Alta Corte degli Stati Uniti, sul finire dell’800, sanzionava i comportamenti illeciti di alti funzionari del Governo: “In questo Paese (e dunque in ogni Paese democratico) nessuno deve potersi considerare talmente in alto da sentirsi al di sopra della Legge”.

 

 

                                                                                                                      Mario Ciancarella