Non è facile parlare del Convegno dedicato a Emanuele Scieri svoltosi ieri pomeriggio alle tre e mezzo a Capannori, perché ieri nella mia mente sono ripassati momento per momento questi otto anni in cui Emanuele è stato lasciato assieme alla sua famiglia, ai suoi amici  senza verità e giustizia. Inizierò a scrivervi della fine di quest’incontro, quando Giulio Sensi ha detto che il caso Scieri per lui e per altri ragazzi è stato una palestra di democrazia, tra quei ragazzi ci sono anch’io. Va detto molto onestamente a tutti Voi che noi abbiamo perso fino ad oggi. Non siamo stati ancora capaci non solo di far riaprire i casi di stragi, omicidi ancora chiusi, ma nemmeno di costruire quelle condizioni di praticabilità politica, perché ciò possa effettivamente avvenire. Lo sa bene Giulio, lo so bene io e tutti quelli che erano nel Gruppo Ulisse. E’ ben consapevole di questo ovviamente anche Mario Ciancarella.

Egli è intervenuto dopo i saluti di varie personalità presenti e dopo l’introduzione all’iniziativa. Premesso dunque che abbiamo perso e ne siamo consapevoli, sento di fare mia la promessa di Mario Ciancarella ai genitori e agli amici di Emanuele Scieri. Fino a quando non verranno accertati esecutori e eventuali mandati di quell’omicidio noi non smetteremo di impegnarci per questo obiettivo. Mario Ciancarella ha voluto ribadire nel suo intervento che noi non vogliamo processare la Folgore, noi vogliamo che siano individuati esecutori e possibili mandanti dell’omicidio di Emanuele Scieri(la responsabilità penale è personale), noi vogliamo che ciascun militare della Folgore nel suo lavoro e nella sua vita sia fedele alla Costituzione e rifiuti di aderire all’ideologia fascista e nazista, così come è dovere di ciascun cittadino italiano. Alla politica che dice di essere democratica e fatta da democratici, chiediamo di fare in modo di dotarsi di apparati democratici e di controllare che tutti gli uomini al loro interno siano democratici. Anche i politici devono come ciascun cittadino essere fedeli alla Costituzione, rifiutare l’ideologia nazifascista sia nel loro lavoro parlamentare o di governo, sia nella loro vita e  rispondere al popolo italiano, vero sovrano del Paese, non ad altrui sovranità. L’obbligo di rispondere da parte dei politici italiani alla sovranità del Popolo italiano e non ad altrui sovranità va sottolineato una volta di più, dopo aver sentito il vice presidente del Senato Caprili affermare che le decisioni politiche vengono oggi prese a livello di esecutivi(ad esempio in materia di economia non decide più il Parlamento italiano, ma il G8, la Bce, la banca mondiale, il Fondo Monetario) e che per questo sarà molto difficile dare verità e giustizia ad Emanuele Scieri e alla sua famiglia. Il vice presidente del Senato Caprili, nel suo intervento, ha proposto di fare delle interpellanze parlamentari, fare una presentazione del libro dei genitori di Scieri a Roma. A queste lodevoli iniziative si dovrebbe accompagnare come dicevo un cambio radicale di rotta a livello politico e cioè tornare a rispondere da parte dei nostri politici come prevede l’art.1 della Costituzione al Popolo italiano unico Sovrano in questo Paese per volontà dei padri costituenti. Se ciò non sarà fatto, anche la più lodevole delle iniziative non ci farà raggiungere l’obiettivo di dare verità e giustizia a Emanuele Scieri, alle vittime delle stragi, degli omicidi e della corruzione diffusa a tutti i livelli nel nostro Paese. Lo dobbiamo ai genitori di Emanuele e a tantissimi altri familiari delle vittime, i quali ci parlano sì del loro enorme dolore, per cui magari lì per lì ci commoviamo, ma anche ribadiscono come ieri la loro volontà incrollabile di andare avanti giorno dopo giorno a chiedere verità e giustizia per i loro cari, dando tutto di sè stessi in questa battaglia, la quale dobbiamo sentire come nostra sempre, fino al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Una donna come l’onorevole Lidia Menapace ci ha dimostrato anche nel suo intervento che è possibile rispondere alla sovranità del popolo e non ad altrui sovranità. Ella ci ha detto di non arrenderci, di unirsi a chi nel Paese è magari senza potere ma si batte con coraggio per i propri obiettivi, facendo politica con serietà e facendo denunce documentate come noi. Mario Ciancarella aveva parlato anche di Sandro Marcucci, del suo omicidio che aspetta ancora verità e giustizia. Ho visto l’onorevole Menapace annuire alle parole di Mario Ciancarella, dopo avergli prestato la massima attenzione. L’onorevole Menapace ci ha parlato a lungo della sua esperienza nella Resistenza e della nonviolenza di Danilo Dolci. Ci ha incoraggiato a batterci perché venga fatta una Commissione d’indagine per trovare gli assassini di Emanuele Scieri e i possibili mandanti e anche a farci Vestali della Politica, a dare esempio di buona e seria politica, essendo noi per primi sempre fedeli alla Costituzione, a pretendere che lo sia ciascun cittadino italiano(compresi i politici,i magistrati e i militari) e a fermare qualsiasi tentativo di dare al paese un’altra Costituzione, a bloccare qualsiasi ritorno del nazifascismo. Credo sia giusto impegnarsi sulla base delle proposte politiche di Lidia Menapace, penso siano la strada giusta da seguire. Quello che non condivido dell’intervento dell’onorevole Menapace sono i sindacati per i militari,io sono per le rappresentanze nel mondo militare. Vado oltre sulla questione dell’ obiezione di coscienza da parte dei militari professionisti, in qualche caso da stabilire. Ritengo infatti loro dovere disubbedire a qualsiasi ordine illegale o incostituzionale ricevano dai superiori, siano essi militari di leva, siano essi militari professionisti in qualunque Forza Armata essi operino. Laura