Vi si legge che chi “si renda responsabile” di non accettare le “tradizioni logiche” del reparto – e dunque si riferisce a quelle tradizioni para-addestrative (pompaggi e prevaricazioni varie) a cui Vi mostrate cosi’ ferocemente attaccati come lattanti affamati alla tettarella – verra’ punito con azioni tendenti di fatto alla sua emarginazione all’interno del reparto, ed egli sara’ indicato con il dispregiativo appellativo di “cagnaccio e cane morto”.

Ora vedete, questo e’ un messaggio non solo “delirante”, come potrebbe definirlo una qualsiasi persona esterna al Vostro mondo, ma e’ la radice in cui si nasconde e promuove l’esercizio di qualsiasi devastante violenza da parte di un uomo militare, e per psicologie particolarmente labili e tendenti all’uso prevaricatore della violenza (come poteva essere il famoso sergente Ercole, torturatore di somala memoria) potrebbe essere sentita come la legittimazione piu’ autorevole all’uso di quella cieca e barbara violenza che ha condotto Emanuele Scieri sul suo Golgota.

Vedete e’ sempre limpida davanti a me la serie di lezioni accademiche in cui qualcuno cercava di addestrarci all’impiego della forza, che comporta la soppressione del nemico. “Ricordate – ci veniva detto – che nessuno di noi e’ in grado di togliere la vita ad un proprio simile o a chi consideri un essere uguale a se stesso. Ricordate che voi venite da una Societa’ Civile dove i concetti di uguaglianza dei diritti e di dignita’ della Persona Umana sono stati elevati alla massima potenza. E voi non sarete in grado di uccidere il vostro nemico, se solo per un attimo continuerete a considerarlo uno simile a voi. La prima cosa che dovrete pensare, l’unica cosa che dovrete tenere a mente, e’ che il vostro nemico non e’ una Persona, dunque non e’ un essere a voi simile o assimilabile. Egli e’ un pericolo e dunque potrete considerarlo come piu’ vi piace, ma comunque uno diverso da voi – uno stronzo, un cane rabbioso, un maiale, una serpe velenosa, un bastardo -; ma mai dovrete essere tentati da considerarlo Persona. Non avreste il tempo materiale di ucciderlo prima che non sia lui stesso ad uccidere voi”.

Ecco perche’ ridurre un commilitone, il quale si opponga a qualsiasi “”tradizione logica” che si pretenda abbia una sua “logica addestrativa”, all’essere un “diverso” e dunque un “nemico”, che merita solo l’appellativo di “cagnaccio”, puo’ facilmente portare come diretta conseguenza al volerlo considerare o rendere subito dopo un “cane morto”, perche’ l’unico “indiano (= nemico) buono e’ un indiano morto”. Spiegatemi, diversamente, perche’ fossero avvenuti al mattino quegli atti di nonnismo su uno dei pulmini con cui il contingente di Scieri veniva portato da Firenze a Pisa, e perche’ i commilitoni venivano ammoniti che “chi sta con l’avvocato, paghera’ come lui”.

Ditemi, non vi sembra quella indicazione dello Zibaldone una chiara indicazione, una di quelle insinuanti indicazioni di induzioni al crimine che potrebbero allora essere essere rubricate anche dal nostro Codice Penale come “istigazione alla violenza” ed i suoi responsabili come “mandanti diretti del crimine”, ancorche’ non avessero formalmente dato disposizioni alla esecuzione del crimine? No?! E’ la nostra Costituzione e la Legislazione che da essa consegue che attribuiscono la responsabilita’ collegata ad un crimine non soltanto agli esecutori materiali ma anche ai mandanti ed agli istigatori del crimine e ritiene che, se vi siano ambienti e gruppi sociali che ripropongano “sotto qualsiasi forma” la cultura ed i comportamenti del disciolto partito fascista, ebbene tali ambienti e gruppi sociali non abbiano diritto di esistere nella legittimita’ del riconoscimento formale, in quanto gravidi di responsabilita’ penalmente rilevanti.

Beh se a Voi cosi’ non sembra, bisognerebbe cominciare a parlare di una Vostra “cultura deviata”. Come ben si sa, infatti, ogni organizzazione criminale, per quanto obiettivamente devii dalla legalita’ democratica, sviluppa ed organizza proprie forme alternative di “autonoma legalita’ rispetto allo Stato”, semmai piu’ rigide di qualsiasi legalita’ statuale e sentite come autonome e prevalenti rispetto alla legalita’ dello Stato democratico. Una simile organizzazione manifesta culture che inducono i propri affiliati a ritenere cose sacrosante e sempre legittime i comportamenti che la organizzazione pretende da loro, e ancor piu’ doveroso il vincolo di omerta’ sulle connessioni causa effetto tra quelle culture ed i crimini che ne derivano. Nulla di tutto questo dovrebbe avere diritto di Cittadinanza tra i Cittadini in Armi di queste Paese, costituzionale e democratico, e per coloro che affermano di voler difendere i valori della Patria.

Perche’ non esiste altra Patria che quella che ci e’ stata data. E nel nostro caso non esiste altra Patria che la Repubblica Democratica fondata sulla Costituzione nata dalla Resistenza e dalla Lotta di Liberazione dal Nazifascismo. Una lotta alla quale diedero un alto contributo anche uomini e reparti dei paracadutisti, certo molto meno ricordati della Folgore di El Alamein. In entrambi i casi si tratto’ di combattenti pronti a dare la vita e che diedero comunque vita anche a scontri diretti e sanguinosi con i propri commilitoni rimasti aggregati alla Repubblica fascista di Salo’ (Nembo e Folgore si scontrarono non solo ideologicamente ma sul campo e ferocemente). Ed e’ certo che ad El Alamein, per quante cerimonie commemorative si possano dare e fare, gli uomini che fronteggiarono le truppe inglesi stessero combattendo per una idea ed un regime che la nostra Patria oggi rinnega e considera nefasti