55100 Lucca, Giugno 2005





Vi invio, come anticipato telefonicamente, la documentazione relativa alle linee guida su cui organizzaremo, in Settembre ed a Pisa, la giornata di “Memoria e rivendicazione di Verita’ e Giustizia” che il nostro Comitato Sandro Marcucci intende dedicare alla vicenda del Vostro figliolo Emanuele, collegandolo alla vicenda di Sandro e ad altre vicende di delitti impuniti.

La documentazione del nostro primo Convegno del 2002, costitutivo del Comitato, Vi permettera’, io credo, di capire quali principi ci guidano e quali obiettivi ci prefiggiamo, nella piena consapevolezza di essere dei “senza potere”. Cioe’ persone che possono solo sperare di provocare i Rappresentatnti Istituzionali perche’ essi, per le funzioni rivestite ed i poteri conferiti, sappiano e vogliano restituire dignita’ alla storia di questo Paese.

Dopo una breve sintesi sulla figura di Sandro Marcucci (pagg 1-3) troverete, a partire da pag 15, il documento di intenti del Comitato, dove nulla e’ stato lasciato sottinteso delle nostre intenzionalita’ e dei nostri orientamenti. Le pagine intermedie sono dedicate allo Statuto del Comitato.

A parte troverete poi il documento di intenti del Convegno su Emanuele che intendiamo realizzare ed al quale avremmo la grande aspettativa della Vostra partecipazione e di quella dei giovani amici di Emanuele.

Il Comune di Pisa dovrebbe confermarci a giorni la propria disponibilita’ a provvedere alle Vostre spese di viaggio e di permanenza, come abbiamo formalmente richiesto con le lettere che Vi allego e come ci e’ stato garantito, di massima, dal portavoce Dott. Piccioni con cui abbiamo avuto i primi contatti.

La risposta formale ci sara’ solo verso la fine di Agosto ed abbiamo chiesto che, in caso positivo, sia lo stesso Ufficio del Comune a prendere con Voi i contatti necessari per la Vostra accoglienza nel caso che abbiate ritenuto di aderire al nostro invito.

Qualora riterreste invece che la Vostra posizione di genitori, ancora impegnati alla ricerca di Verita’ e Giustizia per Emanuele, potrebbe essere messa in difficolta’ dalla partecipazione diretta al Convegno non Vi fate alcuno scrupolo a declinare il nostro invito. In questo caso Vi saremmo grati se poteste quantomeno inviarci, e riteneste di poterlo fare, una Vostra comunicazione da poter leggere durante la manifestazione.

Poiche’ e’ nostra intenzione mettere a disposizione degli intervenuti una completa documentazione della vicenda giudiziaria di Emanuele e di quella che mi ha coinvolto direttamente – al fine di sottrarre a chiunque ogni spazio di riserva dubbiosa sulla lacunosita’ delle indagini e sulle prospettive di una possibile quanto doverosa riapertura del caso ( cosa che noi sosterremo in sede di Covegno) – avremmo comunque visogno della Vostra collaborazione o di quella dei giovani del Comitato “Giustizia per Lele”.

Avremmo cioe’ bisogno delle copie integrali delle sentenze di archiviazione – della Magistratura Ordinaria e di quella Militare – sulla vicenda omicida di Emanuele, al fine di allegarle alla documentazione delle sentenze che mi hanno riguardato, perche’ sia chiaro come si sia voluto testardamente evitare di indagare le prospettive evidenti dell’omicidio ed i percorsi di indagine da me suggeriti, pur nella impossibilita’ di condannarmi per calunnia (cosa che, se avessero trovato un minimo appiglio o spiraglio, avrebbero fatto certamente senza alcuna remora).

E con una simile documentazione organicamente organizzata noi abbiamo speranza che possa risultare piu’ pressante l’interrogativo del perche’ – pur parlando apertamente di omicidio e di incapacita’ della Magistratura individuarne i responsabili materiali e gli eventuali “mandanti”, responsabili dispositivi di una “azione punitiva poi risoltasi in tragedia” – nessuno intenda raccogliere ed investigare le prospettive comunque emerse dalla mia vicenda giudiziaria parallela alle indagini sulla morte di Emanuele.

Avremmo anche bisogno di una foto di Emanuele (ricordo di averne viste di molto belle durante la mia visita a Siracusa) da riprodurre in formato poster perche’, accanto a quella di Sandro Marcucci, egli sia in qualche misura presente ed “incombente” sui partecipanti al Convegno.

Poiche’ sara’ necessario proiettare diapositive sia della vicenda di Sandro che di quella di Emanuele, per dimostrare l’assoluto parallelo di sconcertante ignobilta’ delle indagini e delle conclusioni nelle due vicende (come in ogni altra strage impunita della nostra storia), e’ necessario che Voi, in caso di Vostra presenza, ci diate comunque il consenso a riprodurre l’immagine – terribile certamente e comunque nonostante la “mimetizzazione” del suo volto – del Vostro figliolo sotto la pila dei tavoli. Una foto dimostrativa in modo inequivocabile di come quella pila sia stata costruita sul corpo di Emanuele solo dopo la sua caduta al suolo.

Se non ve la sentiste, e sempreche’ Voi interveniate personalmente, eviteremo comunque di proiettarla poiche’ potrebbe essere sufficiente, dopo aver mostrato le foto di Sandro Marcucci ed averne evidenziato le chiare indicazioni di un processo delittuoso, descrivere solo verbalmente la scena relativa alla posizione in cui venne rinvenuto il Vostro figliolo.

E’ necessario tuttavia che io Vi dica che in vicende di questo tipo riuscire a vincere il dolore e lo strazio, per mostrare direttamente le tragiche immagini di chi ci e’ stato carissimo (amico fraterno o figlio), puo’ essere il modo piu’ efficace, e forse il “solo modo” piu’ efficace di ogni parola, per svegliare le coscienze dei Cittadini ordinari e dei Parlamentari da quel torpore, suggerito da una incredulita’ di fondo, che diviene il piu’ prezioso complice degli assassini. La scena del delitto, fissata da immagini non piu’ alterabili, e’ infatti sempre l’elemento fondamentale per avviare una indagine o costringere chi di dovere a riaprirla.

Quando ci hanno sottratto la vita di chi ci e’ stato particolarmente caro, cosa potrebbe ancora offendere il nostro “pudore” sui loro corpi violati? Cosa potrebbero toglierci ancora, oltre la loro vita? Nulla io penso. E Vi dico, invitandoVi ad assumere la forza necessaria (quasi un estremo “cinismo”) per mostrare a tutti la immagine del Calvario di Emanuele e poter sconfiggere proprio le speranze e le aspettative di coloro che, fidando invece nella nostra eventuale sofferenza la quale ci induca a non esibire la prova diretta del loro misfatto (e cioe’ i corpi violati dei nostri cari), possono sperare che non si aprano pericolose breccie nel comune sentire e non nasca conseguentemente la pretesa determinata ed incrollabile della Societa’ Civile di “ottenere Giustizia”, anche contro i grandi della Terra. E’ la forza della nonviolenza, capace di mostrare a tutti la forza e la natura iniqua della violenza dibenuta sistema, e con cio’ impedendo a chiunque di sottrarsi con facili scuse di “non sapere w non aver saputo” all’obbligo di prendere posizione sulle vicende umane che apparentemente non ci riguardano.

Come leggerete nella bozza di programma (non e’ stato ancora deciso se concentrare l’iniziativa nel solo pomeriggio o se espanderla nell’intero arco della giornata) la seconda parte del Convegno prevede “eventuali interventi dei legali dei familiari e di altri Parlamentari”, poiche’ abbiamo voluto lasciare a Voi la liberta’ di far esprimere direttamente i Vostri legali o quei Parlamentari che potrebbero esserVi piu’ vicini (ricordo che la on Prestigiacomo assunse inizialmente posizioni molto dure e determinate sui mezzi di informazione e nei lavori parlamentari): Vi saremo grati che poteste avvisarci in tempo per poter eventualmente inserire tali persone nel programma definitivo che dovra’ essere pronto entro la prima settimana si Settembre.

Con questo Vi lascio con la speranza di averVi con noi e di condividere questo ulteriore faticoso tentativo di riaprire i giochi per fare Verita’, per ottenere Giustizia, sulla vicenda tristissima di Emanuele, di Sandro e di tutte le vittime innocenti di stragi e delitti rimasti impuniti. In attesa di Vostre notizie Vi saluto con sincero affetto.